Chi Siamo

Il Paese

Poggioferro è un piccolo paese situato a 515 m di altitudine, che fa parte del comune di Scansano, in provincia di Grosseto, nella diocesi di Pitigliano Sovana Orbetello.Le notizie storiche dei primi nuclei di abitanti risalgono alla fine del Cinquecento, epoca in cui già esisteva una cappella dedicata alla SANTA CROCE, officiata dai frati francescani del Convento di Scansano.
Nel 1785 la PIEVE di Poggioferro divenne PARROCCHIA di SANTA CROCE la cui festa si celebrava il 3 Maggio, ricorrenza del ritrovamento della Croce di Cristo in Palestina da parte di Sant'Elena, madre dell'Imperatore Costantino.
La prima cappella con un campanile "a vela" fu ampliata nel 1700 e nel 1800 furono aggiunte le cappelle della Madonna e quella della Confraternita del SS.Sacramento, dedicata al Sacro Cuore di Gesù.
La cappella della Madonna custodisce la preziosa:
TAVOLA di GIOVANNI DI PAOLO (Siena 1395 - 1482)
raffigurante la Madonna con Bambino e Angeli Musicanti.
Come quest'opera d'arte sia giunta a Poggioferro è avvolto nel mistero e nella leggenda, di sicuro si sa che proviene dal castello del Cotone e che in zona è l'unico reperto rimasto, dopo il furto dei quadri di Polveraia e il conseguente trasferimento dei restanti a Pitigliano.
Nel 1933 la Chiesa fu allungata e costruito un campanile a torre.
Dopo il crollo della volta absidale, verificatosi il 28 giugno 1978, la Chiesa è stata completamente restaurata, il vecchio campanile abbattuto e ricostruito.
La FESTA di SANTA CROCE nella prima Domenica di Maggio e la festività dell'8 Settembre dedicata alla Vergine Maria sono le due celebrazioni principali del paese. 

Ia sagra

La settimana che segue la festa della Santa Croce è ormai da oltre quarant'anni (siamo giunti infatti alla 46° edizione) dedicata alla preparazione della tradizionale sagra di Poggioferro, dedicata al tortello maremmano. Un evento che ha segnato nel profondo tre generazioni di poggioferrini e che non accenna a perdere il suo fascino, tanto da richiamare "al lavoro" anche tutti o quasi gli ex compaesani che le vicissitudini della vita hanno portato lontano dal paese. Prima del 1970, anno della I° Sagra del Tortello, l'unica festa del paese era quella patronale del 3 Maggio in onore della Santa Croce. Ogni anno la festa era organizzata da una delle contrade di Poggioferro: Poggio, Pianello o Cervaiolo, con inevitabili rivalità fra esse nonostante le ridotte dimensioni del paese. Con l'arrivo del nuovo parroco, Don Pietro, si decise di separare la festività religiosa (Santa Croce) da quella laica e di rendere l'arganizzazione "paesana": tutti i poggioferrini avrebbero partecipato alla realizzazione della festa su base puramente volontaria. Le prime edizioni si svolsero nella piazza principale, quella in cui si trova il Panificio, con allestimenti piuttosto semplici (tubi, tavoloni e stuoie), non permanenti e con scarsa disponibilità di posti. Dopo la ristrutturazione del vecchio asilo detto "La Torre", comunque appartenente alla comunità paesana, la festa venne spostata nell'attuale locazione. Da allora la struttura ha continuato ad espandersi grazie agli introiti della sagra stessa che, di anno in anno, vengono destinati alla ristrutturazione ed al rinnovamento del paese: venne così costruito il campo sportivo, il "Campino" dietro la chiesa dove i nostri bambini possono giocare ancora oggi nonchè tutti gli ambienti della sagra come il palco nel piazzale sottostante la Torre.

Testimonianze

Si cominciò nel '71. Fu decisa co' 'n'assemblea popolare e designato 'n comitato pe' organizzalla. [...] Quando si cominciò a fa 'sta sagra si faceva pel tre di Maggio, ma poi si spostò a la seconda Domenica del mese pe' dà modo a' paesani di festeggià 'n pace la festa del patrono, visto che pe' mandà avanti la baracca lavoraveno tutti. Ti ricordi ' primi tortelli? Si fecero ne' disotti del poro Tista. 'Gni famiglia contribuiva oltre che col lavoro 'nche co' ' soldi e la robba pe' falli, come ricotta, ova, bietole, olio ecc... ' Prim'anni si consumava da sei a ghieci chili di ricotta e circa ghieci di carne macinata pel sugo. Poi si cambiò posto, s'andiede a fa la sagra a la torre, ne' locali de la parrocchia. Si lavorava ne le poche stanze ch'eremo riesciti a restaurà co' ' pochi soldi che ci s'aveva. 'Gni anno le stanze accomodate aumentonno, e co' loro crebbe 'nche la sagra, fino a consumà trecento chili di ricotta e cento di carne macinata pe' fa 'l sugo. Quello però che 'n cresceva ereno le persone a lavorà, perchè ' giovani andaveno via dal paese, e ' vecchi più vecchi 'n poteveno doventà. Visto che le sfoglie si stendeno coll'ansagnolo e ' tortelli si fanno sempre a mano, noi pochi rimasti 'nvece di modernizzacci avemo preferito rimanè a la produzione di circa trentamila tortelli, fatti per bene e no 'n po' lallà, prestando fede al detto "tanto e bene 'n'è stà 'nsieme". Ormai la sagra pe' noi poggioferrini è doventata 'na tradizione, e finacchè si pole si vole mantenè.


testo estratto dal libro "Vo' fa' dammangià?", ricette tipiche e scene di vita vissuta raccontate in dialetto
da Mimma e Marisa (col consenso delle autrici)

Contatti

Associazione culturale ANSPI Poggioferro
Tina Citerni
Telefono: 349 6073111
Mail: tinacit@libero.it

Comandi Federico
Telefono: 320 4936151
Mail: federico.comandi.86@gmail.com